Sperimentazione, riciclo, bellezza: 3 artigiane a Venezia ci indicano un futuro più umano

Organizzare i Vip Tour per Homo Faber 2022, è stato un grande privilegio per Nexa, e un contributo alla promozione dell’alta artigianalità internazionale.

I tour guidati alla scoperta degli antichi mestieri veneziani, parte del nostro progetto “Unexpected Venice by Nexa”, hanno trovato una liaison perfetta con le visite tematiche ai grandi artigiani ospitati da Homo Faber all’interno della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

Abbiamo accompagnato i rappresentanti della stampa internazionale, gli ospiti di prestigiose maison dell’alta gioielleria, gli studiosi dei “mestieri dell’alto artigianato”, li abbiamo guidati tra le bellezze di Homo Faber e i preziosissimi manufatti creati appositamente per l’evento.

Vi raccontiamo i lavori di 3 artigiane presenti a Homo Faber che ci hanno colpito.

Tamsin van Essen
Il fil rouge tra corpo e ceramica? Il confine tra bellezza e imperfezione? A esplorarlo è la ceramista Tamsin Van Essen. In lei convivono due mondi: esperta di ceramica, si laurea in Fisica e Filosofia e lavora nell’editoria scientifica. Il risultato? Vasi e oggetti d’ispirazione anatomica, l’utilizzo dell’intaglio per appropriarsi di forme storiche come quelle di urne usate nella farmaceutica del 1700. Modelli forati o lavorati tra eleganti arabeschi per ceramiche in cui l’artista inserisce elementi inusuali come sale o lievito, creando bolle, crepe ed effetti materici inaspettati: metafora degli incessanti cambiamenti che ogni giorno avvengono nel corpo umano.

Vanessa Barragão
Da bambina Vanessa amava osservare la nonna cucire con gli avanzi di stoffa. Appassionata di tessuti, approfondisce la creazione di nuove arti tessili. Oggi, nei suoi lavori, tanti metodi tradizionali danno vita a tappeti e oggetti più che unici – dall’uncinetto al ricamo, dal feltro lavorato all’ago all’intreccio dei tappeti –, evocando così mondi ispirati al mare ma anche a complesse superfici lunari. La sua materia prima è più che sostenibile: i tessuti riciclati e le giacenze di filati recuperati da vecchie fabbriche locali sono la base con cui l’artigiana si adopera per amore dell’arte e della natura.

Milla Novo
Tutto ebbe inizio con bracciali di corda annodati che Milla vendeva agli amici – non un caso per quella ragazzina che fin da piccola osservava la mamma creare meraviglie con antiche tecniche del popolo Mapuche. Milla intreccia arazzi con disegni dal tocco a volte tribale, rielaborando in modo astratto le classiche lavorazioni macramè anni Settanta con un savoir-faire etnico e contemporaneo. Il suo tocco inconfondibile? L’uso di corde metalliche in oro, bronzo e argento, create appositamente per opere murali che a geometrie folk uniscono texture elegantissime.

Queste 3 donne celebrano la bellezza apparentemente transitoria dell’essere umano e della natura accostando tecniche tradizionali a materiali inediti, sperimentando e suggerendo la strada per un mondo più consapevole.

Photo © Federica Lazzarini, Gionata Smerghetto

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